| LABORATORIO STUDI LETTERARI anno scolastico 2009/2010 |
| 1° INCONTRO | |
Copertina del libro
Locandina della manifestazione
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Mercoledì 21 Ottobre 2009 alle ore 16.30 presso l'aula magna del Liceo Classico "Marco Terenzio Varrone" di Rieti verrà presentato il romanzo
"LA VERGINE NAPOLETANA"
Interverrà l'autore dell'opera,Giuseppe Pederiali
![]() Giuseppe Pederiali
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| - Giuseppe Pederiali è nato a Finale Emilia (Modena) nel 1937. Ha fatto il marinaio ed il giornalista. Opera nei suoi romanzi un felice impasto tra le fantastiche metamorfosi del reale e i terrestri incantesimi (con proiezioni lunari e arcane) dell'immaginazione spirituale. Le sue favole narrative, spesso storico-antropologiche, combinano abilmente la semplicità dell'avventura e l'ambiguità della metafora. Tra i suoi romanzi più noti ricordiamo: Il tesoro del bigatto (1980); La compagnia della selva bella (1983 e 1992) (Premio Chiavari); Il drago nella fumana (1984) (Premio Penne, Premio Sorrento); Donna di spade (1991) (Premio Campione d'Italia); Stella di piazza Giudìa (1995) (Premio Sirmione-Catullo ); L’amica Italiana (1998) (Premio Frontino Montefeltro, Premio Fenice Europa; ) Padania felix (1999) (Premio Estense); Il paesaggio che verrà (con Piero e Alberto Angela e Franco Fontana, 2000); Il lato A della vita (2001); L'Osteria della Fola (2002). E’autore anche di romanzi per ragazzi: I ragazzi di Villa Emma (1990), Il re di Saba (1993). I suoi libri sono tradotti in molte lingue. Non c’è genere letterario in cui Giuseppe Pederiali non si sia cimentato con maestria, accaparrandosi i consensi dei lettori più diversi, dai ragazzi agli studiosi, dalle casalinghe più o meno disperate ai cultori del giallo, e con il nuovo romanzo li fa contenti tutti assieme, perché La vergine napoletana è un romanzo dal solido inquadramento storico ma è anche una fiction che prende i sentieri più inattesi, a partire dal protagonista, che è un personaggio storico "impossibile": il figlio che Corradino di Svevia, pretendente al trono di Napoli sconfitto dagli angioini a Tagliacozzo nel 1268, avrebbe potuto concepire se gli avessero concesso una notte d’amore prima di decapitarlo. Che cosa sarebbe successo se due fedelissimi dell’imperatore Federico II, un cavaliere modenese e un saraceno, si fossero messi sulle tracce del fantomatico erede per convincerlo a riconquistare il trono di Napoli? E la compagnia via via si infoltisce dei personaggi più stravaganti, come un nano, un’ebrea travestita da maschio, una badessa, una commediante, un efebo e perfino un orco e un drago avranno i loro cammei, con grande gioia dei nostalgici dei fantasy medioevali di Pederiali. |
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| In sintesi | |
| Due cavalieri, uno bianco e uno nero, partono alla ricerca dell’ultimo discendente di Federico II. In un paese dilaniato dalle guerre tra fazioni e piegato dalla carestia, il modenese Giovanni Vezzani e il saraceno Yusuf Ibn Gwasi vogliono rilanciare l’utopia del grande imperatore svevo. Inseguono l’esile filo d’una le ggenda: perché prima di salire al patibolo, il giovane Corradino di Svevia, nipote di Federico, avrebbe sposato una vergine napoletana che gli avrebbe dato un figlio… Inizia così un susseguirsi di imprevedibili avventure, da Lucera, splendida città-giardino araba, alle brumose campagne padane, dalla rocca di Castel del Monte nelle Murge alla Toscana. Al centro del romanzo c’è la Napoli medievale, con la struggente bellezza dei suoi luoghi e della sua gente, che Pederiali dipinge con tinte vivacissime. La vergine napoletana intreccia nella maniera più appassionante storia e leggende, personaggi storici come Carlo d’Angiò e Celestino V ma anche figure rubate al mito, come il nano-mago Iennarone e il femminiello Fabiello oppure l’Orco che blocca un passo appenninico. Non mancano, tra vicoli e castelli, affascinanti personaggi femminili: la dolce Cicella, la «vergine napoletana» che giace con il bellissimo e sfortunato Corradino; o la bella e spregiudicata Zeza, che si esibisce con Pulcinella nelle piazze della città; o ancora Allegra, la figlia dell’ebreo Saul Mantino, che vive in quello che diventerà vico Scannagiudei. E poi monache innamorate e osti buongustai, sicari implacabili e un popolo che può passare in un attimo dalla festa al massacro. Giuseppe Pederiali ci porta in un Medioevo di forti contrasti, vivace e appassionato: certo segnato dalla violenza e dalla carestia, da crudeltà e tradimenti, ma anche ravvivato da storie d’amore vere profonde, dalla lealtà al proprio signore e da grandi ideali. | |